INFORMAZIONI AL CONSUMO
Il pesce, se è fresco, ha l’occhio vivace e lucido; lo ha
pallido ed appannato se non è fresco. Un altro indizio della sua
freschezza è il colore rosso delle branchie; ma queste potendo essere
state colorite ad arte col sangue, toccatele con un dito e portatevelo
al naso: l’odore vi farà da spia. Un altro carattere
del pesce fresco è la sodezza delle carni, perché se sta molto nel
ghiaccio diventa frollo e morbido al tatto.
Molluschi - crostacei - Pesce bianco - Pesce azzurro
In generale, il giudizio sulla freschezza del pesce si basa
su una valutazione sensoriale, e cioè visiva, olfattiva e
tattile, di alcuni caratteri propri delle specie, come l’odore, il
colore, la consistenza delle carni. Ci vuole un certo
“allenamento” per stimare le variazioni di questi caratteri
determinate dal passare del tempo e dai trattamenti subiti dagli
animali: a
questo scopo sono state create dagli esperti vere e proprie tabelle
per
alcuni gruppi di prodotti, utilizzate per defi nire categorie di
freschezza:
categoria Extra (pesce freschissimo) A, B e Non Ammesso, in cui via
via
ci si allontana dalle caratteristiche del pesce appena catturato.
Bisogna
sempre ricordare che la freschezza del pesce, che ci permette di
assaporarne appieno la gustosità, non dipende solo dal tempo
trascorso dalla raccolta al momento dell’acquisto in pescheria, ma
anche da come viene trattato in questo tempo.
E’ importante che ogni operatore, dal pescatore al mercato
ittico, dal
commerciante all’ingrosso al dettagliante, ed anche il consumatore,
sia
consapevole che tratta alimenti facilmente deperibili, dove l’igiene
e la
conservazione costante a temperature di refrigerazione possono
permettere un buon mantenimento e una maggiore durata degli elementi
distintivi propri del pesce fresco.
Per informare sempre più e sempre meglio il consumatore, la Comunità
Europea ha disposto che alcune indicazioni accompagnino tutti i
prodotti ittici freschi (e non solo) dal momento della produzione fi
no
alla vendita al dettaglio. Le indicazioni riguardano: il nome
commerciale
della specie; la macrozona o il Paese di produzione; la modalità di
produzione (prodotto pescato o allevato) e il consumatore le deve
trovare
in pescheria sulle etichette dei prodotti, se questi sono
preconfezionati,
o sui cartellini esposti accanto alle cassette.
Molluschi bivalvi
In questo caso la valutazione della freschezza risulta più
semplice, in
quanto la commercializzazione dei molluschi bivalvi freschi viene
fatta
con prodotto vivo. I molluschi bivalvi devono essere quindi
vivi e vitali, cioè reagire alla percussione, resistere
all’apertura e racchiudere all’interno del guscio una certa
quantità di liquido intervalvare; i gusci devono essere integri e
privi di sudiciume; il corpo del mollusco deve essere idratato, tumido
e ben aderente alle valve, ed avere un odore gradevole
marino/salmastro.
Esistono regole igienico-sanitarie precise per la
commercializzazione
dei molluschi bivalvi vivi: le pescherie possono acquistare solo
prodotto
confezionato da stabilimenti autorizzati. Unica eccezione i Pettinidi(cappe
sante e canestrelli), che devono sottostare a regole diverse, e
possono essere commercializzati come i pesci. Le indicazioni relative
al
nome commerciale della specie, alla zona di produzione, alla modalità
di produzione, devono essere apposte sulla fascetta (etichetta) del
prodotto confezionato, o sul cartellino esposto accanto al prodotto,
se
questo viene venduto dal dettagliante previo sconfezionamento. Il
prodotto
confezionato è da preferire, in quanto fornisce maggiori garanzie
di tracciabilità; la data che si trova impressa sull’etichetta
corrisponde al
giorno di confezionamento.
Molluschi gasteropodi
Anche la commercializzazione dei molluschi gasteropodi
freschi viene
fatta con prodotto vivo: l’animale deve mostrare
segni di vitalità (si muove) e non presentarsi asciutto, la
conchiglia deve essere pulita e lucida. L’odore non è sempre un
buon indicatore di freschezza, perché a volte risente del contatto
con l’esca nell’attrezzo di cattura. A questi molluschi si
applicano le stesse regole igienico-sanitarie di commercializzazione
dei molluschi bivalvi.
Molluschi cefalopodi
Pelle, carne, tentacoli e odore sono i caratteri da osservare per determinare la freschezza di polpi, moscardini, seppie e calamari. La pelle deve essere aderente alla carne e con pigmentazione viva; la carne deve avere un colore madreperla (con l’invecchiamento diventa color bianco gesso, quindi rosata o ingiallita) e deve risultare al tatto molto soda (“prova del dito”, osservando il tempo di risposta alla sollecitazione meccanica). I tentacoli devono essere resistenti alla trazione. L’odore deve essere fresco, di alghe marine; con il tempo l’animale assume un sentore d’inchiostro.
Un problema relativo alla determinazione della freschezza di questo
gruppo di prodotti è che non è molto facile distinguere gli
esemplari
freschi da quelli appena scongelati, anche a un occhio esperto. Se il
cefalopode non è stato già pulito, la prova infallibile è lo stato
del nero: se
l’inchiostro è ben fl uido nella sacca che lo contiene l’animale
è fresco,
se si presenta grumoso è stato scongelato. Il dettagliante ha
comunque
l’obbligo di indicare nel cartellino identifi cativo del prodotto se
si tratta
di alimento decongelato.
Crostacei
Poiché dopo la morte sono soggetti ad un deperimento molto rapido, per i crostacei la miglior cosa è acquistarli vivi; ciò può avvenire facilmente per aragoste, astici, canocchie e granchi, più diffi cilmente per scampi, mazzancolle e gamberi.
La freschezza può essere valutata dall’aspetto del carapace, che
deve
essere umido e lucente, con colori brillanti tipici della specie;
dall’assenza
di annerimento di alcune parti (base delle zampe, interno della
testa),
annerimento che si manifesta precocemente dopo la morte
dell’animale,
soprattutto in alcune specie; dalla resistenza di testa, arti e
appendici
al distacco (se il prodotto non è fresco si ha la presenza di molti
frammenti nella cassetta).
L’odore deve essere gradevole, leggermente dolciastro, di alghe marine; invecchiando diviene invece acidulo, acre. Questi prodotti dopo la morte perdono rapidamente acqua, a scapito del peso e della consistenza delle carni.
Pesci
Sono molti i caratteri indicatori dello stato di freschezza del
pesce, che,
considerati nell’insieme, sono in grado di confermarci o meno la
cattura
recente e la corretta conservazione.
Gli occhi devono essere vivi e convessi (in
fuori), con la cornea trasparente e lucida, non lattiginosa, e le
pupille blu-nere brillanti. Il colore della pelle deve essere
iridescente, cangiante, quasi metallico, con muco trasparente
e senza tracce di decolorazione. Le squame devono essere
brillanti e aderire al corpo, che deve essere rigido o
arcuato. Le costole e la colonna vertebrale devono essere aderenti
alla parete addominale e ai muscoli dorsali. Il peritoneo (la
membrana, di solito nera, che tappezza la cavità dove si trovano i
visceri) deve avere una colorazione viva e aderire alla carne.
Le branchie devono avere un colore rosso o rosaceo e
devono essere
umide, ma prive di muco. L’odore deve essere tenue e salmastro, che
ricordi la salsedine: “profumo di mare”.
Con il tempo il prodotto diviene dapprima inodore, quindi comincia
ad
assumere sentori ammoniacali e rancidità (soprattutto per pesci
ricchi
in lipidi come il pesce azzurro). La carne deve risultare soda ed
elastica
(“prova del dito”sul fi anco dell’animale: osservare il tempo di
risposta alla
sollecitazione meccanica). La freschezza del pesce può essere stimata
osservando l’insieme dei caratteri esposti nelle tabelle seguenti,
tratte da un Regolamento CE che defi nisce le categorie commerciali
dei prodotti ittici. Se anche uno solo dei caratteri rientra in una
delle categorie peggiori, il pesce viene classi- fi cato in quella
categoria.

